Parte introduttiva
DENUNCIA PUBBLICA ad organi di stampa.
La parte scrivente
si trova in una situazione di emergenza determinata da una situazione di problemi sistemici denunciati anche alla Corte Europea.
Si chiede un interessamento urgente.

Il ricorso CEDU alla Corte di Strasburgo di 201 pagine è fondamentale per capire la decisione di proporre questa denuncia in modo pubblico. La Corte Europea ha tempi biblici e qui ci vuole un intervento urgente.
Oltre alla CEDU SI FA QUI RIFERIMENTO:
DENUNCIA DI STALKING ART 612 BIS DEL 2 FEBBRAIO 2026 (Punto A)
RICHIESTA DI AIUTO E SEGNALAZIONI AL COMUNE DI RESIDENZA (29 giugno)
Altre parti di questo sito e del sito esterno di supper.altervista.org
Il problema urgente riguarda la morte civile con il blocco di ogni possibilità di lavoro, una azione di stalking in atto (che è anche origine e causa di tutti gli altri mali) , la totale mancanza di aiuti da parte del Comune e la totale mancanza di solidarietà sociale: in pratica mancano i soldi per vivere.
Tuttavia non si tratta di mero un caso di povertà, si tratta di una povertà indotta causata da ben precise dinamiche. La soluzione non può essere quella normale adottata dal sistema, proprio per la presenza di questa situazione complessa che non deve essere sottovalutata.
Questa situazione complessa è ben riportata nel ricorso CEDU nel formulario e memoria integrativa ed è anche per questo importante e/o fondamentale per inquadrare la situazione!
La denuncia pubblica è stata decisa come EXTREMA RATIO DOPO che le altre strade non hanno dato nessun essito, ovvero:
NON E’ STATO PRESO NESSUN PROVVEDIMENTO A SEGUITO DELLA DENUNCIA DI STALKING CONTRO LE PERSONE DENUNCIATE;
LE PERSONE DENUNCIATE SI SONO PRESENTATE NUOVAMENTE PRESSO LA MIA RESIDENZA IGNORANDO I MIEI AVVERTIMENTI;
NON SI E’ PROVVEDUTO A NESSUN INTERVENTO DI URGENZA PER QUANTO RIGUARDA LA CEDU COSI’ COME RICHIESTO ALL’AVVOCATO IN DATA 29 MAGGIO E 5 GIUGNO;
IL COMUNE DI RESIDENZA NON HA DATO NESSUNA RISPOSTA ALLE DUE LETTERE SPEDITE del 29 giugno e 2 luglio
SI PARTE DUNQUE CON L'ASSEDIO AL DOMICILIO DEL 2026, CON UNA AZIONE DI STALKING DENUNCIATA PRESSO LA PROCURA, con una situazione di blocco lavorativo determinata da più fattori che non può essere risolta in autonomia dalla parte scrivente, ed una conseguenza mancanza di soldi.
Situazione generata da vent'anni di inazione delle forze dell'ordine, da vent'anni di ingiustizia e da vent'anni di silenzio stampa.
SEGUE LA NARRAZIONE DEGLI EPISODI ULTIMI CHE HANNO PORTATO ALL’ESCALATION DI URGENZA E PER I QUALI SI CHIEDE UN INTERVENTO IMMEDIATO AL FINE DI EVITARE SITUAZIONI SPIACEVOLI E LA PERDITA IRREVERSIBILE DI MATERIALE PROBATORIO IN POSSESSO DELLA PARTE SCRIVENTE.
DESCRIZIONE DEI FATTI
LA PARTE SCRIVENTE PER UNA MAGGIORE COMPRENSIONE RIPORTA L’EVOLUZIONE DEI FATTI A PARTIRE DA GENNAIO 2026 SUDDIVIDENDO L'ESCALATION IN PUNTI.
A) EVENTO DI STALKING DEL 15 GENNAIO 2026
Il 15 gennaio 2026, la parte scrivente ha subito un attacco di stalking presso la propria abitazione di residenza da parte dei propri parenti. Questa ennesima situazione, che ha origine fin dal lontano 2002, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Di conseguenza la parte scrivente ha fatto regolare esposto denuncia per CONDOTTE MOLESTE E PERSECUTORIE ART- 612 BIS E ART 660 C.P. i PARENTI E L'AMBIENTE DI NASCITA SONO PROBABILMENTE LA CAUSA DEI VARI DISGUIDI ACCADUTI NEL SISTEMA GIUDIZIARIO ITALIANO A PARTIRE DAL 2004 COME VEDREMO PIU' AVANTI, TUTTAVIA ORA PARTIAMO DA QUESTA ULTIMA AZIONE PER POI RIPERCORRERE TUTTA LA VICENDA.
LA DENUNCIA DI STALKING E’ STATA INVIATA TRAMITE LETTERA RACCOMANDATA ALLA PROCURA DI FIRENZE IN DATA 2 FEBBRAIO 2026.
Tale Procura era l’unica che poteva inserire l’azione in un contesto più vasto per quanto già depositato negli anni 2004-2009. Difatti in tali esposti, e soprattutto in quello del fascicolo di novembre 2004, si delineavano in maniera chiara i motivi per cui la parte scrivente era stata costretta a tagliare tutti i rapporti con i parenti.
In breve l’esposto del 2004 è parte FONDAMENTALE PER CAPIRE CHE LE AZIONI DI STALKING PORTATE AVANTI DAI PARENTI NEGLI ANNI , NON SONO DA FAR RIENTRARE IN UNA SEMPLICE LITE FAMILIARE, MA QUESTI EPISODI VANNO A CALARSI IN UN CONTESTO PIU’ GRANDE DI RETI DI AMICIZIE E CRIMINALITA’ ORGANIZZATA PRESENTE NEL PAESE DI ORIGINE.
In quell’esposto del 2004 vi è la chiave per capire i fatti accorsi e decodificare i comportamenti del nucleo familiare di tutti questi anni.
Link: https://supper.altervista.org/giustizia/estrattoprimoesposto.htm
L’assedio del 15 gennaio ULTIMO fu devastante perché non solo fecero un RAID nel CONDOMINIO , ma setacciarono in quell’occasione tutto il quartiere alla ricerca di informazioni sulle abitudini di vita, su persone frequentate, su mezzi utilizzati per spostarsi. Questo fatto impegnò la parte scrivente a descrivere i fatti, a creare la narrativa e a trascrivere i testi delle comunicazioni. Una operazione necessaria di difesa.
In foto la ricevuta di ricezione dell’esposto del 2004. Ricevuto dalla Procura di Roma (Ricevuta dal Dr. Verusio e i
nviato per competenza alla Procura di Padova)

B) RICORSO CEDU contro lo Stato Italiano del 17 marzo 2026
La situazione mai risolta dallo STATO ITALIANO che mai intervenne per l’esposto del 2004 , determinò la decisione di fare ricorso alla Corte di Strasburgo contro lo Stato Italiano.
I parenti avevano bruciato già nel 2002, nel 2004 e 2022 l’ambiente sociale in qui la parte scrivente tentava di rifarsi una vita sociale e lavorativa. Questo ritorno continuo (LOOP) dei familiari determinarono la decisione fondamentale di fare un ricorso CEDU.
Fare un ricorso CEDU
implica un lavoro pesante, e preciso e dunque ci volle più di un
mese per produrre un ricorso CEDU formalizzato con gli elementi
necessari. Il “Raid” dei
parenti ha dato il chiaro input che la parte scrivente non sarebbe
mai stata lasciata in pace. Il mancato intervento dello STATO NELLA
VICENDA ha fatto in maniera che la parte scrivente non potesse mai
crearsi una
vita propria. Essendo chiaro che lo STATO stesso è influenzato da
amicizie collegate alla famiglia e ambiente di nascita, lo STATO è
diventato esso stesso colpevole/agente diretto dei problemi della
parte scrivente.
La CEDU è un “cane senza denti” , e che qualsiasi controversia gestita dalla CEDU viene poi trasformata in multa, e gestita poi dalle forze dell’ordine dello Stato stesso contro il quale si è fatto il ricorso (non avendo la Comunità Europea forze di polizie sue),
POTREBBE STUPIRVI CHE IL RICORSO CEDU QUI SOTTO RIPORTATO RIPORTA UNA SERIE DI VIOLAZIONI DELLA CONVENZIONE DA PARTE DELLO STATO ITALIANO. QUESTE VIOLAZIONI AVVENNERO IN VARIE PROCURE ITALIANE: ROMA, PERUGIA, FIRENZE, PESCARA, PADOVA in un lasso di tempo molto ampio. Questo perchè i fatti accaduti nel momento che si descrisse la famiglia e l'ambiente di nascità, sparirono documenti, altri uffici entrarono come soggetti controllanti della Procura precedente a catena: cioè ad esempio nel 2006 fu denunciata la Procura di Roma, il fascicolo inizialmente acquisito dalla Procura di Napoli mod 21 fu trasferito a Perugia. La Procura di Firenze aprì il fascicolo contro la Procura di Perugia e la Polizia di Pescara tentò di far convergere tutti i fascicoli a Pescara. Si susseguirono negli anni un pandemonio che mai fu risolto perchè vennero coinvolti magistrati, Polizia e Carabinieri. Ma nessuno risolse mai il problema e dunque la parte scrivente fu condannata ad un esilio perpetua da luogo a luogo. I vari luoghi dove la parte scrivente aveva tentato di rifarsi una vita, durarono un periodo di tempo, ma poi sopraggiunse o diffamazione o i parenti e la parte scrivente fu costretta a rifugiarsi in altro luogo. Questo determinò una povertà totale che rese impossibile una difesa adeguata, e dunque senza un appoggio da media e senza un appoggio da avvocati seri , la vita fu un continuo sopravvivere. Fino a quando la parte scrivente nel 2010 fu ridotta a vivere in strada , senza residenza e senza documenti e senza medico e tessera sanitaria si ammalò.
Dunque quando nel 2017 ritornai ad avere i documenti , avevo perso i denti ed ero in condizioni indecenti e avrei avuto bisogno di solidarietà ma questo non successe mai.
Ora dopo vent'anni sono al capolinea.
Tutto questo è spiegato in maniera "legale" con termini specifici nel Ricorso CEDU qui sotto.
Potete andare a leggere la sequenza di fatti e schifezze che ho subito, oppure continuate a leggere il punto C e tornare più tardi sulla CEDU.
C) Lettera all'associazione ANTIGONE
In marzo 2026, dopo aver inviato la CEDU mi sentii in pericolo: io ero l’unica persona ad avere tutto il materiale probatorio inerente quanto asserito nella CEDU stessa. Cioè io ero l’unica persona ad avere tutte le prove di quanto successo dal 2004 al 2026. Nel mentre il sistema giudiziario italiano era completamente incapace di gestire un caso come il mio, la CEDU come organismo esterno avrebbe dato un valore diverso alle mie accuse. Ma tutto questo mi avrebbe automaticamente messo in pericolo. Ad esempio con la mia morte sarebbe sparito tutto compreso l’archivio di prove.
Attuai dunque la strategia Dead Man's Switch, cioè di dare il mio archivio informatico a terze persone di modo che tale archivio potesse continuare oltre la mia morte e rendere dunque inutile una mia esecuzione.
Decisi dunque di cercare un avvocato CEDU e trovai informazioni molto buone di casi affrontati in sede europea da Antigone. Non ero in carcere ma Antigone conosceva molti buoni avvocati! Non sapendo come raggiungere l’avvocato che seguiva molte cause in Antigone, scrissi direttamente all'associazione stessa inviando anche un micro SDCard con tutto il mio archivio “A17” e la versione integrale della CEDU stessa.
Tuttavia a fine marzo Antigone mi rispose perentoria (Prot. n.: U/L60/2026 ), restituendomi la scheda microSD. Non fu possibile dunque raggiungere l’avvocato tramite la loro associazione.
D) RICHIESTE FATTE ALL’AVVOCATO NON MESSE IN ESECUZIONE .
Dopo il fallimento avuto con L’ASSOCIAZIONE ANTIGONE, trovai un contatto diretto per l’avvocato. In data 14 aprile, LA PARTE SCRIVENTE inviò una lettera all’avvocato di Roma molto qualificato per cause CEDU . Nella lettera inviata vi era il collegamento internet alle pagine della storia della Parte Scrivente. Come si evince dallo screenshot delle registrazioni del SERVER INTERNET, l’ordine degli avvocati di Roma fece un accesso alla pagina proprio subito dopo aver ricevuto la lettera. Dunque in data 15 marzo fui ricontattato tramite email chiedendomi quali contenziosi erano attualmente aperti. Inviai di tutta risposta documento di identità ,e copia integrale della CEDU e della denuncia presentata a Firenze il 2 febbraio 2026.
Lo stesso avvocato mi contattò telefonicamente da cellulare il 17 aprile alle 14:44 durante una telefonata durata 18 minuti. Dopo vari minuti di colloquio, chiesi esplicitamente se poteva dunque servire il mio caso, e mi diede conferma affermativa : mi fece comunque presente che per nell’immediato occorreva solo aspettare la prima lettera di risposta dalla Corte Europea, indicando come periodo probabile il mese di settembre.
Con un avvocato di tale capacità pensai che finalmente la mia situazione si sarebbe risolta, ed intanto occorreva tenere duro , ma finalmente avevo un avvocato forte e serio sul quale contare!
Ero assai contento e fiducioso. Inoltre il fatto che l’avvocato avesse accettato anche con il gratuito patrocinio, era una iniezione di fiducia e speranza: rientravo pienamente nei parametri per il reddito.
La mia situazione esigeva un interessamento immediato già in marzo. Fu estremamente difficile tirare avanti perché nella mia vita risultava tutto bloccato, ero braccato dai parenti. Finché disperato il 29 maggio chiesi all’avvocato di chiedere alla Corte Europea una misura urgente secondo articolo 39 possibile solo in casi particolari.
Alla mail del 29 maggio spedita dalla parte scrivente non seguì nessuna risposta! Inviai dunque un SMS al cellulare dell’avvocato in data 1 giugno. Non seguì ancora nessuna risposta da parte dell’avvocato. Inviai dunque una PEC il 5 giugno per essere sicuro della consegna. Sebbene la PEC risultava regolarmente inviata e consegnata, l’avvocato non diede mai nessuna risposta. Puff, sparito!
La lettera all’avvocato conteneva importanti richieste riguardanti la mia vita e la mia situazione di pericolo immediato. Chiedevo all’avvocato di presentarsi come mediatore al mio Comune di Residenza per chiedere un aiuto immediato dai servizi sociali oppure di poter mediare con i miei parenti per la quota di eredità che mi spetta e che non riuscivo ad ottenere opponendosi loro a qualsiasi risoluzione a distante e forzando la liquidazione solo con un contatto diretto o ritorno nel paese di origine.
Ma l’avvocato era evaporato.
Mi pentii di aver confidato in tale figura e di aver sbagliato e sottovalutato un aspetto importante: tale avvocato faceva parte del FORO Di ROMA e dunque in stretto contatto con la Procura di Roma e relativo ambiente. Ricordo che nel 2006, la Procura di Napoli aveva accolto un procedimento contro la Procura di Roma modello 21, contro un magistrato per aver dichiarato il falso e per soppressione di atti veri! . Forse bisognava stare lontano dagli ambienti di ROMA e da relativi avvocati!

E) COMUNE DI RESIDENZA,
Dunque la situazione CON LA SCOMPARSA DELL’AVVOCATO si aggravava sempre di più.
La parte scrivente decise di chiedere formalmente aiuto direttamente al L’assessore della Sicurezza del Comune. L’Assessore era stato un Questore della Polizia di Stato e dunque poteva capire benissimo la situazione.
La lettera poteva essere pericolosa perché l’ex Questore in oggetto era anche lui inserito nella CEDU per dei fatti accaduti nel 2010 nei quali lui aveva apposto la sua firma. Tuttavia non avendo alternative la parte scrivente decise di inviare la Comunicazione chiedendo un suo intervento di mediazione con il COMUNE.
L’assessore non rispose alla lettera come fece l’avvocato: silenzio.
Pochi giorni dopo fui costretto a scrivergli una nuova lettera per i fatti in oggetto al prossimo punto.
Nessuna risposta nemmeno alla seconda lettera del 2 luglio 2026.
F): RAID DEL 1 LUGLIO 2026
Nonostante la denuncia di Stalking del 2 febbraio 2026 contro i parenti,questi come nulla fosse successo, si presentarono di nuovo il 1 luglio 2026 e nuovamente presso l’abitazione. Il giorno 2 luglio feci una segnalazione all’assessore della sicurezza indicando l’accaduto.
La sola sorella Francesca si presentò alla mia residenza , questa volta non riuscii ad evitarla. Come lei stessa spiegò era venuta in vacanza con marito e nipote e con una comitiva del paese di nascita.
Presentatasi davanti al garage mentre stavo pulendo, si è piazzata bloccando l’uscita. Le ho intimato di andarsene indicando che l’avevo pure denunciata per stalking. Non ha voluto andarsene ed ho dovuto necessariamente parlarle. Non era mia intenzione parlare, non era mia intenzione che mi vedesse: essendo quei ambienti collegati alla Criminalità non volevo che mi si riconoscesse, e vi assicuro che seppur sorella, dopo 25 anni non er cosi ovvio riconoscermi.
ANCORA UNA VOLTA
LA MIA VOLONTA’ NON FU ASCOLTATA.
I MIEI PARENTI MI HANNO SEMPRE CONSIDERATO COSA LORO. Non è ammesso che sfugga dal controllo. Sono dinamiche malate che la legge avrebbe dovuto risolvere assegnandomi un altro nome e cognome.
Come era successo già nel 2002 quando si presentarono all’allora mia residenza a Sarmela (PD) costringendomi poi a variare abitazione, e come successe poi nel 2004 quando si presentarono nel posto di lavoro costringendomi al lavoro remoto. Nemmeno a 200 km di distanza ho potuto star tranquillo perché dopo la morte di mia madre (avvenuta nel 2021) con lo stratagemma dell’eredità ritrovarono la mia residenza, andando pure a chiedere le mie abitudini al supermercato e nell’intero quartiere (vedere la denuncia per Stalking).
G) Il Rebranding del cognato.
Dopo dell’incontro del 1 luglio , facendo ricerche in internet sulla figura del marito di Francesca anche lui in vacanza, ho scoperto delle cose che sono rimasto attonito.
Va innanzitutto detto che il cognato è incredibilmente somigliante al Colonnello Mario Mori capo per un periodo del SISDE , tanto da poterlo scambiare per la stessa persona. L'area dei due era la stessa: Nord Italia. Mi son sempre chiesto se esisteva una parentela.
Mio cognato aveva iniziato a lavorare nel confezionamento con lei in una fabbrica di Marzotto nel paese dove ero nato, successivamente aveva fatto dei corsi su computer IBM a PADOVA ed era diventato poi un rappresentante di computer per il Veneto. Aveva anche un negozio vicino alla chiesa di elettrodomestici e di materiale elettrico dove vendeva anche dischi, ed aveva dopo un certo periodo cominciato a vendere anche telefonini. Mia sorella si era licenziata da Marzotto ed era andata a lavorare come commessa del negozio . Hanno avuto una figlia sola che fa il manager. Mia sorella era un po’ dura di comprendonio. Non era solo perché poco scolarizzata ma perché era proprio la più dura di tutte le sorelle, posizionata nel negozietto del paese, fungeva come router di chiacchiere di paese .
Mio cognato era sicuramente una persona molto brava a vendere, ma gran parte della sua fortuna la doveva all’associazione Aeronautica per la quale svolgeva il ruolo di Capo Nucleo. Un punto di contatto insomma tra il civile e l’ambiente militare , ambiente nel quale conosceva vari generali. Ad esempio l'affitto del negozio, che era di proprietà della chiesa, lo pagava una miseria.
Mio cognato viveva di relazioni, ricordo a tal proposito che una volta mi portò in una sede a Vicenza dove parlai con un generale in pensione dell'Aeronautica. L’associazione aveva bisogno di gestire l’invio agli associati di varie comunicazioni, e dunque l’incontro fu per risolvere un problema di gestione delle etichette con sistema informatico e probabilmente per introdurmi nell’ambiente.
All’epoca negli ambienti dell’Amministrazione pubblica si faceva chiamare Ingegnere: ma non lo era affatto. A volte era diventato la favola in ufficio: mi prendevano in giro dicendomi “eh, l’ingegnere di tuo cognato!”. Era diventato una barzelletta anche quando in viva voce tutti lo sentirono dire al telefono: “ma Matteo! Non formatterai mica i dischetti! Lo Sai che si rovinano!”. Vi spiego: i dischetti ed il lettore che aveva venduto lui non funzionavano: dunque era inammissibile che lui avesse potuto vendere una cosa non funzionante, e dunque, la colpa era mia che formattavo i dischetti prima di usarli per fare le copie.
Quando G. chiese nel suo negozio di dischi un album dei Testament (facendo apposta per vedere cosa rispondeva), disse che tale gruppo non esisteva. La logica era sempre quella: il suo negozio forniva di tutto ed era impossibile che vi fossero dei dischi che lui non aveva. Il risultato dunque era che i Testament non esistevano.
Mi presentò negli anni 90 il futuro sindaco, a persone importanti dell’ANCI, ad una ditta che mi fece fare dei lavori nel pubblico… Sebbene all’inizio della mia carriera questi contatti potessero essere importanti, restava che tutti questi contatti erano di tipo politico ed io non riuscivo a ricavarne da vivere. Più che altro gli servivo per eseguire ciò che lui non sapeva fare ed io ad un certo punto mi sottrassi da quel mondo. Alla palestra, carrozzeria, rivenditori pezzi auto, ... lui trovava da vendere i pc che forniva a detta sua tuto completo. Il problema che poi iomi trovavo con clienti completamente nuovi all'informatica, con un pc abbastanza datato tecnologicamente a dover fare quel che loro già si aspettavano come aveva riferito il cognato. Io non avevo margine.
Sapevo che si faceva passare per ingegnere, ma che da Ingegnere fosse diventato pure fotografo e Artista mi sembrava una cosa impossibile. Per carità magari con l’età si è rinsavito. Ma al tempo che lo conoscevo io , lui aveva tutte le amicizie giuste ma non era proprio portato per l’arte e la poesia. Ero io all’epoca l’artista: mi occupavo di fotografia, scrivevo e facevo mostre di pittura. Avevo cominciato al paese natale, poi al Lago di Garda, presso le sale della Provincia di Rovigo, e anche a Venezia presso l’Istituto Rumeno a Palazzo Correr in uno scambio di artisti italiani e rumeni.
Come era possibile che mio cognato a partire da una certa data era diventato fotografo , artista e scrittore?
Sicuramente un tempo diceva che era ingegnere pur non essendolo vantandosi davanti ai dipendenti dell’amministrazione pubblica di un titolo che non aveva.Ma come Artista ho trovato vari articoli: vi sono articoli vari in internet. Ho pensato che non era come il semplice caso dell’ingegnere.
Può essere che Il rebranding della sua figura sia stata probabilmente una azione necessaria affinché un vecchio mio esposto del 2004 risultasse totalmente inverosimile. Difatti chi leggesse tale esposto oggi e verificasse come tale persone è presentata in internet oggi, direbbe che ero sbroccato quando scrissi quel documento.
Queste persone tanto buone e desiderose di aiutarmi, già nel 2022 quando io ero disposto a firmare una delega per la banca e i terreni, chiusero la possibilità adducendo che che volevano un incontro fisico. Sparirono per poi ripresentarsi ogni tanto alla porta come samaritani desiderosi di aiutarmi ogni volta.
Il mio esposto del
2004 è la chiave per capire questi comportamenti e il motivo per cui le successive lettere raccomandate e due atti depositati sparirono dagli uffici della Procura.
Come mio cognato sia cambiato così tanto, io non lo so, ma fateci caso. Può essere che si è dedicato all'arte in pensione e che con le sue amicizie sia riuscito a farsi pubblicità ed essere inserito nei circoli giusti.
Nel 2009 conobbi anche Segio Denti della XMAS nel Mugello, anche lui era inserito nell'arte. Un po' vecchio e rincoionito raccontava delle sue avventure e io ero contento di ascoltare da lui direttamente un pezzo di storia. Diceva che quando lui andava alla Marina Militare tutti gli riservavano rispetto ed aveva tutte le porte aperte. Io ci credo. Forse questi personaggi vengono riciclati nell'arte quando sono anziani.
Link:
https://supper.altervista.org/giustizia/estrattoprimoesposto.htm
Link: https://supper.altervista.org/giustizia/Procura_roma.htm
Contatti
Per avere i nomi e i dati completi contattarmi per email matrossi70@gmail.com o matrossi70@libero.it

